Musica, il linguaggio che unisce

PORDENONE, Italy -- (This is a translation of "Music, the language that unites")

Un intenso fascio di luce punta al pianista, perfettamente seduto sul seggiolino al centro del palcoscenico, le sue dita agili sulla tastiera del pianoforte mentre, a memoria, suona il decimo movimento di un pezzo di Bach.

L’elegante musica si libra nell’aria di una deserta sala da concerto ma non cade a vuoto. Un’audience di 22 studenti siede silenziosa sul palcosenico mentre il pianista si concentra sul pezzo: e’ il 10 marzo ed il maestro Maurizio Baglini ha invitato una classe della Middle School di Aviano ad unirsi a lui presso il teatro Verdi di Pordenone per una lezione di musica. “L’evento di oggi esprime la volonta’ del teatro di aprirsi ad un pubblico piu’ giovane, avvicinandolo alla musica classica”, afferma Baglini.



Per Sean Boyle, Direttore musicale ad Aviano, non c’e’ modo migliore per questo primo avvio che invitare il giovane gruppo a stare sul palco, lo spazio normalmente riservato ai musicisti. “Io ed il personale della scuola siamo entusiasti per l’esperienza educativa che questi ragazzi hanno potuto fare”, commenta Boyle. “Questa e’ la prima volta che il teatro si rivolge alla nostra scuola. Stabilito questo ponte, speriamo la collaborazione si estenda anche ad altre classi.” Gli studenti sono totalmente rapiti da ogni singola nota mentre Baglini li conduce tra i lavori di alcuni giganti della musica classica: Bach, Mozart, Beethoven, scelti per un breve viaggio musicale attraverso le loro improvvisazioni.



“Nella musica classica il concetto di improvvisazione e’ maturato all’epoca di Bach”, continua Baglini. “Durante i novanta minuti di intervento ho cercato di spiegare brevemente questi concetti in modo da far capire cosa e’ successo nei secoli scorsi.” Tra un pezzo e l’altro, Baglini disquisisce sull’importanza dell’improvvisazione per I compositori classici, utile ad affinare il talento e a sviluppare uno stile proprio ed inconfondibile quale le armonie di Bach, i trilli ed i mordenti di Mozart, il romaticismo di Beethoven. Secondo Baglini sarebbe impossibile apprezzare la musica contemporanea senza le conoscenze sul suo sviluppo nella storia: “Le giovani generazioni dovrebbero essere mentalmente aperte ad approcciare la musica classica, essere curiose di suonarla”. “Mi auguro che questi ragazzi abbiano percepito la mia ispirazione e siano stimolati a provare nuove cose”. 



Le mani del pianista si staccano dalla tastiera mentre si prolunga il suono della nota di un brano di Mozart. Baglini incoraggia gli studenti ad osservare da vicino il pianoforte, ed e’ visibile lo stupore sulle loro facce quando si sporgono ad osservare file di corde e martelletti.



“Abbiamo finalmente concretizzato un legame tra il teatro e la base”, conclude Baglini. “Mi auguro di poter dare continuita’ e sviluppo a questa esperienza e magari anche comporre una canzone insieme agli studenti. Dopo tutto, la musica e’ il linguaggio universale compreso in tutto il mondo.”